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ALGHERO - “Se non cambiano le cose saremo costretti ad abbandonare Alghero”. Parole che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione, quelle pronunciate a Catalan Tv e algheronotizie.it da Piero Muresu titolare, insieme al fratello Peppino, della società che da 22 anni gestisce “La Siesta”.
Discoteca che ha fatto la storia della movida catalana rappresentando per anni un punto di riferimento anche per la scena musicale negli anni '90 con l'esplosione dell'house. Oggi però la musica è cambiata. “Non è più possibile continuare in un quadro come questo dove siamo nel caos più totale e nell'assenza completa di regole”, tuona Muresu il quale punta il dito, come ribadisce da tempo, su un'offerta notturna da “far west”. Vince chi non rispetta leggi e dunque si da il via ad una gara a “chi chiude più tardi, chi chiede autorizzazioni una-tantum, chi fa musica senza regole, chi non rispetta i parametri di sicurezza, insomma un caos generale che non ci porta da nessuna parte”.
Per il gestore de “La Siesta” sarebbe opportuno scrivere e far rispettare una regolamentazione chiara che possa permettere a tutti di lavorare senza però prevaricare uno sull'altro. Tradotto, i locali al centro dovrebbero chiudere prima, cosi come la musica. “E' assurdo che la parte vecchia di Alghero, una vera e propria bomboniera, si trasformai in una babele senza controlli e rispetto per nessuno”, continua Muresu che riferisce il suo discorso anche ad altre zone della città. “C'è qualcuno che negli ultimi tempi sta facendo il furbetto e vuole cavalcare politicamente questa presunta lotta tra “popolo della notte” e residenti”, ma è tutta una farsa, infatti solo con delle regole chiare si potrà riprendere in mano il bandolo della matassa e garantire ai turisti e indigeni un'offerta notturna degna di questa nome”.
Per Muresu è “inammissibile che ci siano situazione non in regola dove non sussistono i livelli minimi di sicurezza e di accoglienza che tengano aperti e facciano musica fino alle 3 0 4 del mattino, mentre chi rispetta le leggi si trova in difficoltà da questi atteggiamenti illegittimi”. Qui c'è l'accusa alla politica. “Ci aspettavamo da questa nuova giunta un cambio di passo, ma invece sembra che si sia deciso di non decidere”, dice Muresu.
D'altra parte anche i gestori delle discoteche devono investire di più per aumentare i livello qualitativo sia della musica che dei servizi in genere. “Si è vero, come oggi avviene a San Teodoro o in Costa (dove si esibiscono dj che arrivano a costare 20/30mila euro), ma ripeto solo con delle regole certe riprenderemo ad investire, altrimenti, purtroppo perchè amiamo Alghero, saremmo costretti a dire addio”.
foto: Piero Muresu
Autore: Stefano Idili
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